giovedì 6 ottobre 2011

25 ottobre 2011: VALERY LARBAUD presentano IL TERZO PRINCIPIO DELLA DINAMICA


VALERY LARBAUD
Presentano
IL TERZO PRINCIPIO DELLA DINAMICA
Etichetta; Greybunnyrecords
distribuzione; Venus
data di uscita; 25 ottobre
http://www.valerylarbaud.com/

Il tempo è scaduto.
È un’ epoca in declino.
La rivolta si fa imprescindibile.
L’imminente implora di esplodere.
Monta silenzioso e inesorabile più si tenta di volerlo soffocare.
Non di armi è stato farcito il fronte dell’attacco, ma solo di libri e rabbia.
Barricate di libri contro i manganelli di una generazione farcita di viagra, silicone e cocaina, ostinata a non invecchiare mai a spese di noi, mancati giovani ribelli.
Genitori bambini aggrappati ai nostri anni, hanno sperato che i propri non passassero mai.


SEGNALIAMO
Specifica importante: nel terzo principio della Dinamica devono essere implicati due oggetti!
Le situazioni in cui due forze uguali ed opposte agiscono sullo stesso oggetto, annullandosi a vicenda cosicché NON si ABBIA alcuna accelerazione o addirittura nessun moto non riguardano il terzo principio della dinamica (terza legge di Newton), ma piuttosto un caso di equilibrio tra forze, stato che a Noi è totalmente estraneo.
Il terzo principio della dinamica è stato realizzato nel 2011 con la produzione artistica di GIONATA MIRAI (Teatro degli Orrori / SEBP ), la masterizzazione curata da GIOVANNI VERSARI e la partecipazione in un brano di EMIDIO CLEMENTI (Massimo Volume ).

Il disco è registrato a Crema presso l’EARTHGROUND STUDIO di Giorgio Patrini.

giovedì 29 settembre 2011

Gli ATARI tornano con un nuovo album: “Can eating hot stars make me sick?”. In uscita 16 ottobre 2011


ATARI
“Can eating hot stars make me sick?”
Etichetta/Edizioni: Suonivisioni
Distribuzione: Audioglobe
Data di uscita: 16 ottobre 2011

...stelle che a ben guardare sono pianeti, un cielo che mette un po’ paura perché profondo come lo spazio, un vulcano silenzioso, quello che dorme sul golfo di Napoli. Questa veduta, irreale e intima, è un panorama che è anche una panoramica, che funge, come raramente ormai accade, da vero e proprio sommario. È la copertina non casuale di un disco altrettanto
intenzionale “Can eating hot stars make me sick?”. In uscita il 16 ottobre 2011, il secondo lavoro degli Atari, “gruppo rivelazione indie pop” al Meeting delle Etichette Indipendenti (Mei) nel 2009, descrive la traiettoria di una
naturale evoluzione. Dopo il buon esordio nel 2008 del primo album “Sexy games for happy families”, il duo partenopeo non si sottrae dinnanzi al confronto col cambiamento e, a tre anni di distanza dall’esordio, raccoglie la sfida del tempo con “Can eating hot stars make me sick?”, pubblicato dall’etichetta Suonivisioni e distribuito da Audioglobe.
Le atmosfere più marcatamente “happy” del primo disco migrano verso un clima leggermente più scuro, la sostanza indie-pop resta immutata, così come le caratteristiche sonorità elettroniche, che si fanno però più suggestive e raffinate. Ne sono esempio non solo il primo singolo, che sarà accompagnato dal videoclip, “If my brain was a program”, ma anche brani come “White dreams”, la cui situazione emotiva suggerisce una vicinanza forse mai stabilita prima. L’attenzione alle cose resta il denominatore comune. Così gli Atari passano con disinvoltura dal retrogaming al canto delle balene, per il pezzo “Becomes a whale”, o dalle console 8-bit al suono delle stampanti di ultima generazione (vedi “Black
Ink”). La loro, dall’esordio ad oggi, è stata ed è una musica delle cose, un’indietronica del circostante che sedimenta e passa dalla memoria alla musica.

mercoledì 21 settembre 2011

Filippo Andreani presenta il nuovo album: " Scritti con Pablo".


FILIPPO ANDREANI

presenta

"SCRITTI CON PABLO"

ed. Lucente/Many

distribuzione Venus

Data di uscita: 11 ottobre

 

 

Filippo Andreani, classe 1977, una voce-videocamera che ti sbatte nei sentimenti. Inutile cercare paragoni. Nella sua musica puoi trovare tutta quella italiana cantautorale degli ultimi 50 anni, con veloci salti in quella francese, sudamericana e mediterranea: “musica degli anni 2960-2970”. Nella sua penna trovi la poesia vera, quella che offre la carezza e sferra il pugno in faccia. Filippo sente la necessità non solo di “raccontare”, ma anche e soprattutto di “dire”. La sua scrittura ti assale, non perdona, ti costringe a confrontarti con concetti duri da digerire; il suo punto di vista – sempre “diverso” – è simile a quello da cui guardava il mondo Pier Paolo Pasolini e per questo considera gli “Scritti con Pablo” i suoi “Scritti Corsari”. I suoi racconti non ammettono alternativa né via d’uscita.

Filippo scrive con grande passione, e perché i suoi pensieri giungano meglio a destinazione affida la produzione artistica ad un grande musicista: Simone Spreafico, chitarrista che ha la forza di chi la musica la conosce e non l'ascolta passivamente, la potenza di chi può permettersi di giocarci, di scherzarci e di essere serio con le note, di parlare con forza nella lingua musicale italiana, ma anche latina, anglofona e mediterranea. Insomma, con la mano di chi non si è fermato solo alla superficialità. E questo è un plusvalore al quale Filippo non ha voluto rinunciare.

Questo è sinonimo di grande artista, di una persona che sa concentrarsi sulle cose lasciando spazio a tutti coloro che possono portare qualcosa in più. Questo rende ogni suo lavoro davvero unico.

La musica, oggi, deve cambiare. Per farlo ha due vie: rivoluzionarne le basi con generi completamente innovativi, oppure rimodellarle ripartendo da zero, dal quel lato scarno ed essenziale degli albori, magnifico ed entusiasmante. Filippo e Simone sono ripartiti dal fondo, dallo strato più interno. Togliere piuttosto che aggiungere, questa è stata la filosofia. Perché la musica di questi giorni aggiunge spesso senza cultura. Ed in fin dei conti fare cose semplici, dirette ed espressive, è più difficile che mascherarle dietro tante inutilità.

 

***

 

La produzione artistica del disco è affidata a Simone Spreafico, fondatore e chitarrista dei Mercanti di Liquore. Dopo diversi anni con i Mercanti di Liquore e Marco Paolini, e diverse produzioni artistiche, ha portato la sua esperienza, i suoi arrangiamenti e, soprattutto, le sue chitarre negli “Scritti con Pablo”, catturato dalla poetica dei testi e dalle melodie.

Oltre a Spreafico, nel disco suonano: Marco Castiglioni (batteria), Massimo Scoca (contrabbasso), Franco Barbera (pianoforte), Giulia Larghi (violino), Raffaele Khöler (tromba, flicorno), Davide Lasala (chitarre elettriche).

 

Registrato da Davide Lasala al EDAC STUDIO di Fino Mornasco (CO).

Mixato e masterizzato al Jungle Sound Station di Milano da Davide Lasala e Stefano Giungato.

I Radiofiera tornano con un nuovo album: "Atinpùri". Dal 14 ottobre.



 

La storica rock-band veneta ritorna con il sesto album

dal titolo "Atinpùri"

prodotto da Giorgio Canali

per la storica PSICOLABEL

che con questo album ritorna in scena dopo un periodo di silenzio

Radiofiera

“Atinpùri”

ETICHETTA; PSICOLABEL

DISTRIBUZIONE; SELF

DATA DI USCITA; 14 ottobre


Il titolo

Atinpùri = “Atti impuri”

 

…“Atinpùri! Per la prima comunione che si faceva in chiesa a sette anni, ci vestivano da marinaretti; e le bambine in bianco. Quando venne il mio turno e dovetti andarmi a confessare per la prima volta, mi era ben chiaro che dovevo confessarmi anche delle brutte cose, anni e anni, una vita intera di brutte cose: ma come, con che parole? Me lo insegnò la Norma….mi confidò la formula con cui ci si confessa. La imparai bene a memoria e a suo tempo la ripetei al prete: “Atinpùri”.

Agli adulti e ai preti il gioco creduto segreto era notissimo; ma lo chiamavano così.” …

(Tratto da “Libera nos a Malo” di Luigi Meneghello)

 

“Atinpùri” è un termine inventato dallo scrittore vicentino Luigi Meneghello nel suo libro “Libera nos a Malo”. Uno scritto potente e straordinario in cui l‘autore, raccontando i preti che mettevano in guardia i bambini contro gli atti impuri, ne rievoca il puro suono dialettale e antico, “atinpùri”, come lo spettro di un’infanzia dura e penitente. Un suono che si fatica a decifrare, che potrebbe essere il nome di una divinità Inca o Atzeca o la chiusura solenne di una formula magica che serve a guarire le febbri o evocare qualche oscuro demone.

“Atinpùri” è il peccato evocato dal 6° comandamento e il 6° album di inediti dei Radiofiera.

“Atinpùri” è un titolo che celebra alla perfezione l’essenza delle 11 canzoni che compongono il disco. 11 brevi racconti che narrano, in un modo o nell’altro, di atti impuri.


Nel suo primo disco, osannato dalla stampa e con ottimi riscontri di vendita, Filippo Andreani iniziava il suo viaggio, in perfetta armonia tra poesia e musica, da una storia ambientata al tempo della Resistenza. “La storia sbagliata” (questo era il titolo dell’album), raccontava di una vicenda d’amore, di piombo e di morte, realmente accaduta.

Oggi ritorna a stupirci con 11 storie, intrise ancora una volta di melodie delicate e poesia, partendo sempre da accadimenti veri, spesso dolorosi, raccontandone con maestria i personaggi.

 

giovedì 15 settembre 2011

Umberto Palazzo presenta "Canzoni della notte e della controra"


UMBERTO PALAZZO

Presenta

Canzoni della notte e della controra

Etichetta; Discodada

Distribuzione;

www.myspace.com/umbertopalazzo

IL DISCO RACCONTATO DA UMBERTO PALAZZO

Ho iniziato a realizzare quest'album mentre lavoravo ad altri progetti, cioè il disco nuovo del Santo Niente e quello del Santo Nada, che è lo spin off strumentale e morriconian/messicano del Santo principale.
L'idea di base è quella di fare un disco pre-rock, se mi consenti il termine. Una specie di what if rock never happened.

Quindi, oltre alle influenze solite e inevitabili, ho preso stilemi da Morricone, dal pop italiano fine anni cinquanta/inizio anni sessanta, dalla canzone napoletana, dal pop americano pre-beatles, dalla musica greca e orientale, dal folk modale, dalla musica classica e ho cercato strumentazioni atipiche per spostare la cosa fuori dal tempo. Le percussioni sono fatte quasi tutte con pezzi di metallo, sul modello degli Einsturzende Neubauten, i synth sono alla maniera del primo post punk, le chitarre non sono mai distorte ed hanno un suono da disco pop degli anni sessanta, ci sono un sacco di strumenti strani o etnici e ho abolito la batteria di proposito per dare più spazio alla voce e all'eco e ai riverberi.
Il disco è collocato nella dimensione mentale del sogno e del dormiveglia e nella dimensione geografica di un sud puramente immaginario. E' un disco visionario e profondamente meridionale. La parola ricorrente è "controra", che è l'ora più calda del giorno, l'ora dei miraggi e delle allucinazioni, l'ora del dormiveglia agitato da sogni sensuali, l'ora in cui tutte le bestie riposano e non c'è nessuno in giro tranne il dio Pan.

Ho praticamente suonato e registrato tutto da solo. Nell'unico pezzo con la batteria c'è Gianluca Schiavon, ma non lo sa, perchè ho recuperato la sua traccia da delle vecchie registrazioni, alla viola in "Cafè Chantant" c'è Luca D'Alberto, nei primi tre pezzi le voci femminili sono delle bravissima Sandra Ippoliti (un talento sconosciuto) e nell'ultimo pezzo canta Tying Tiffany, che è una cara amica con la quale collaboro spesso.

All'interno del Supersound (Faenza, 23,24,25/09): "Supercampus MEI"!


All’interno della prima edizione di SUPERSOUND

A Faenza dal 23 al 25 settembre

SuperCampus MEI

Il luogo in cui le giovani band

incontrano gli operatori del settore per far ascoltare in diretta la propria musica

e ricevere consigli e idee da chi fa il mercato musicale oggi

SuperCampus MEI è un luogo in cui le giovani band incontrano gli operatori del settore per far ascoltare in diretta la propria musica, e ricevere così importanti consigli e idee da chi letteralmente fa il mercato musicale oggi. Il tutto si svolgerà nella suggestiva cornice di piazza della Molinella, nei pomeriggi di sabato 24 e domenica 25 a partire dalle ore 15:00. Fra gli operatori coinvolti, segnaliamo Mara Maionchi (già giudice di X Factor, attuale docente di Amici e nota produttrice discografica), Marco Sabiu (direttore d’orchestra del Festival di Sanremo), Giordano Sangiorgi (MEI), John Vignola (Rai Stereo Notte), Enrico Deregibus (Monferrautore), Luca Valtorta (XL), Enrico De Angelis (Premio Tenco), Daniela Bozza (Mtv New Generation) e tanti altri.

In uscita il nuovo album degli Obake. Dal 26 settembre.


OBAKE

untitled

Etichetta; RareNoiseRecords

Distribuzione fisica; Cargo/Good Fellas

Distribuzione digitale

http://www.rarenoisestore.com

Data di uscita; lunedì 26 settembre

Listen to

http://www.rarenoiserecords.com/jukebox

 

Dall’incontro di Eraldo Bernocchi e Massimo Pupillo (ZU), dall’incrocio delle chitarre di Bernocchi e il basso di Massimo nasce questo disco che sta perfettamente in bilico tra dub, elettronica, industrial, il tutto filtrato da un’insolita (per un personaggio come Bernocchi) attitudine al metal, al grindcore.

Ma d’altra parte non poteva essere altrimenti.

La frequentazione con Massimo Pupillo, che poi si è portato appresso Balazs Pandi (già negli ZU al posto di Jacopo Battaglia, spesso in tour con un gruppo di culto come Merzbow), ha chiaramente portato Bernocchi verso lidi più spigolosi del solito.

Ma ci sta tutto per un artista come Eraldo, abituato a confrontarsi a 360° con musicisti da tutto il mondo (vedi la biografia per capire).

A dare una voce al progetto, e quindi a tirare fuori l’anima doom e grind del progetto, un inedito “Lef” Lorenzo Esposito Fornasari, già impegnato con Owls, Ashes, Transgender, G.L. Ferretti.